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Un appello per una revisione dei criteri di ripartizione della quota di pertinenza del Fondo unico dello spettacolo e una richiesta al Ministro sulla necessità di garantire con gli stanziamenti del Governo nazionale sia gli impegni che il Governo ha assunto con le Fondazioni che hanno aderito alla Legge Bray e che hanno già precisi piani triennali di risanamento, sia la necessaria garanzia per quelle che, al di fuori della Legge Bray, stanno continuando con percorsi virtuosi.
È questo l’esito della riunione dell’Anfols che lunedì scorso ha riunito i Sovrintendenti delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane preoccupati per la condizione di incertezza che continua a caratterizzare il comparto nonostante un proficuo e sereno dialogo aperto con il Ministro Dario Franceschini e nonostante gli sforzi che tutte le Fondazioni stanno compiendo per garantire qualità della programmazione, sinergie finalizzate alle coproduzioni, eliminazione di inefficienze ed equilibrio di bilancio.
In esito alla riunione e a fronte della posizione comune che ha visto tutti i Sovrintendenti concordare sulla esigenza di aprire urgentemente un tavolo di confronto con il Governo finalizzato a ripensare i criteri di riparto delle somme previste già a partire dall’anno 2016, il mantenimento degli impegni assunti con i piani di risanamento e un adeguamento degli stanziamenti alle esigenze reali di tutti i teatri d’opera italiani, la Fondazione Teatro Verdi di Trieste ha comunicato la decisione di non dar seguito al ricorso avviato contro il riparto del Fus per l’anno 2015.
Una decisione molto importante che elimina un elemento di conflittualità potenziale e conferma una dimensione unitaria dell’associazione su proposte concrete volte a salvaguardare il settore puntando ad obiettivi di rilancio e di alta qualità della programmazione.
Con riferimento alla riunione ministeriale nella quale è stata resa nota la ripartizione Fus 2016, il Presidente dell’ANFOLS Cristiano Chiarot ha dichiarato: “Ringrazio il Ministro per l’attenzione dimostrata con l’impegno assunto con la proroga delle legge Bray e la riapertura dei termini per le Fondazioni che intenderanno aderirvi. Il mantenimento per il 2016 della stessa quota destinata alle Fondazioni liriche nell’anno precedente (che ammonta al 44,80% del totale del FUS) purtroppo non copre integralmente le necessità dell’intero comparto, né soddisfa le coperture dei piani di risanamento delle otto Fondazioni che hanno aderito alla legge Bray, come pure le aspettative delle altre su quanto necessario alla copertura dei loro programmi. L’Anfols auspica che nel corso dell’anno si possano trovare ulteriori finanziamenti come è avvenuto negli anni precedenti”.