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Sorpresa: Verdi e Puccini sono dei brand che richiamano ancora e non solo il pubblico, perché non hanno mai smesso, ma anche gli investitori. Su 60 milioni e 692 mila euro di contributi privati alla cultura versati fino al 28 gennaio con il meccanismo dell’Art Bonus, 34 milioni e 534 mila, cioè il 57%, sono andati a favore delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, che fanno molte cose ma principalmente la buona vecchia cara opera lirica. Insomma, al mecenate il melodramma piace più dei musei. Il risultato arriva da una minuziosa inchiesta di Mauro Balestrazzi per il mensile …

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Un appello per una revisione dei criteri di ripartizione della quota di pertinenza del Fondo unico dello spettacolo e una richiesta al Ministro sulla necessità di garantire con gli stanziamenti del Governo nazionale sia gli impegni che il Governo ha assunto con le Fondazioni che hanno aderito alla Legge Bray e che hanno già precisi piani triennali di risanamento, sia la necessaria garanzia per quelle che, al di fuori della Legge Bray, stanno continuando con percorsi virtuosi.
È questo l’esito della riunione dell’Anfols che lunedì scorso ha riunito i Sovrintendenti delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane preoccupati per la condizione di incertezza …

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Sulla lirica e le fondazioni che promuovono la musica c’è stato “un intervento molto forte, 183 milioni, ovvero la metà dell’intero Fus. Si tratta di un investimento sproporzionato è perché sappiamo che carta e che strumento sono in tutto il mondo, la lirica e la musica sinfonica”. Lo ha detto Dario Franceschini, ministro dei beni culturali al teatro Comunale di Bologna, durante un’iniziativa organizzata per ricordare che, dall’anno scorso l’art bonus è valido anche per le fondazioni lirico-sinfoniche.
“Bisogna però – ha auspicato il ministro – che ci sia sinergia fra tutte le fondazioni liriche italiane. Serve virtuosità nella gestione …

Riccardo Muti poses Monday, June 2, 2008, at the home of the Chicago Symphony Orchestra where he was introduced as its new music director. Muti was appointed the CSO's tenth music director last month. (AP Photo/Russel Daniels)

Le regie che tradiscono i libretti, la scarsa dignità accordata all’opera italiana, la necessità di una migliore formazione musicale… Con piglio ironico e molto personale, ieri, a Milano, Riccardo Muti è tornato su alcune sue ricorrenti battaglie. Lo ha fatto, prima in un incontro con il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, nella Sala Buzzati del quotidiano; poi, in serata, alla trasmissione «Che tempo che fa» condotta da Fabio Fazio. L’occasione è stata la presentazione della nuova collana di 32 registrazioni La musica è la mia vita in edicola con il Corriere, un modo «per far apprezzare il lavoro …

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Con la morte di Pierre Boulez, avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 gennaio a Baden Baden, dove risiedeva da anni insieme con il suo compagno, scompare la figura più influente nel mondo musicale dal secondo dopoguerra a oggi. La figura, cioè, che nelle sue molteplici vesti di compositore, direttore d’orchestra, saggista e organizzatore musicale, ha sempre dettato una linea, un orientamento, una «filosofia» della musica, dalla quale anche il detrattore più acerrimo non ha potuto prescindere, indipendentemente dall’opinione che poteva avere sul suo operato. Ð tratto umano era squisito. Pierre Boulez era uomo elegante e riservato, sobrio …

un esempio sbalorditivo

La sua scomparsa e unenorme perdita per tutto il mondo culturale» sostiene Maurizio Pollini, che Boulez aveva incontrato la prima volta a New York negli anni Settanta e tante volte si è confrontato al piano con il vertiginoso sperimentalismo delle sue partiture. «Grandissimo compositore, la sua musica è stata un esempio sbalorditivo di creatività. Con lui perdiamo una personalità molteplice: il grande direttore d’orchestra, lo scrittore di profonde analisi musicali, il divulgatore appassionato della musica del XX secolo, per la quale ha fatto più di chiunque altro. Un uomo di grandissimo senso morale e forte lealtà». «Con Boulez finisce un …

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IL CASO Una causa – vinta – per la riassunzione. Tanto potrebbe bastare a far collassare le fondazioni lirico-sinfoniche italiane. La Corte Costituzionale ha stabilito che il divieto assoluto e retroattivo di convertire i contratti di lavoro a termine delle fondazioni lirico-sinfoniche in contratti a tempo indeterminato, anche a seguito di violazioni delle norme su contratti, proroghe e rinnovi, è illegittimo. La sentenza, pronunciata nell’ambito di una controversia che riguarda la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, potrebbe alimentare altre centinaia di cause, rischiando di mettere in pericolo l’esistenza stessa di molte realtà. «Disastro» è il commento ricorrente tra i direttori delle …

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In pochi minuti, ieri mattina, è passato dal sedile dell’aereo che da Londra lo ha portato a Roma al seggiolino di uno dei quattro pianoforti a disposizione dei passeggeri in transito al Terminal i dell’aeroporto di Fiumicino. Antonio Pappano, appena atterrato, si è esibito con il violinista Carlo Maria Parazzoli in un mini concerto che ha dato il via a «Santa Cecilia al volo», ciclo di venti appuntamenti in programma a partire da oggi al Leonardo Da Vinci (ogni giovedì alle 13.30 fino al 5 maggio) ed eseguiti dai talenti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia. «Non avevo mai suonato in …

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Nuove piattaforme tecnologiche, copyright e poi criteri da ridefinire per lo spettacolo dal vivo, sopravvivenza delle sale e un ruolo che non sia mai secondario nel panorama generale della Cultura. L’Agis, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, compie i suoi primi 70 anni e sul tavolo già scorrono i prossimi obiettivi. «Il 2016 sia l’anno delle attività culturali ricorda il ministro Franceschini e dell’investimento sull’industria culturale creativa».…

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RAVENNA. Riccardo Muti da quarant’anni vive nell’angolo di campagna toscana che, con la moglie Cristina, si è costruito nel pieno centro di Ravenna, la città di lei. Un casale con giardino in stile countryside impregnato dei successi mondiali del maestro, nato a Napoli 74 anni fa, ma cresciuto a Molfetta, e ancora pugliese nell’inflessione. Ovunque, foto sue e di famiglia con papi, re, regine, presidenti e vari potenti dellaTerra, cui ha anche saputo dire di no: a Elisabetta II, per esempio, quando rifiutò la chiamata a corte per un concerto con troppi vincoli scrivendole «a Buckingham Palace vi serve un …

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